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La regola degli under

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La regola degli under

Sul finire degli anni ’90 la Figc, con l’appoggio delle leghe professionistiche e quella dilettanti, ha introdotto una nuova normativa riguardante l’obbligatorietà ,da parte delle squadre di Serie D, Eccellenze e Promozione, di schierare un determinato numero di calciatori under 20 nell’undici iniziale, la cosiddetta regola degli under.

Ai tempi questa nuova norma fu accolta con una enorme acclamazione da parte di tutti gli addetti ai lavori, squadre,calciatori, intermediari,insomma veramente da tutto l’insieme del calcio italiano. Tuttavia ,come spesso accade in ogni sistema del diritto, quando non vengono fatte le dovute analisi sul lungo periodo, le nuove regole diventano controproducenti e deleterie.

La regola degli under nello specifico prevede per tutti i gironi di Serie D ,per questa stagione 2017-2018, l’obbligo di schierare almeno un calciatore nato nel 1997,almeno due nati nel 1998 e almeno uno del 1999. Per quanto riguarda i campionati regionali di Eccellenza e Promozione invece il numero dei calciatori giovani da schierare in campo varia da regione a regione ,con conseguenze ovvie di disequilibrio nel momento in cui in fase play off e fase finale di Coppa Italia vanno ad incontrarsi squadre di Eccellenza appartenenti a regioni diverse. Insomma un vero pasticcio all’ italiana.

 

A mio parere non è stata considerata ,ai tempi della promulgazione della regola degli under, la profonda differenza che intercorre, a livello economico, tra i campionati professionistici e quelli dilettantistici. Partendo dal presupposto che ogni allenatore tende a schierare ,a parità di qualità tecniche e fisiche, calciatori che hanno più esperienza (il calcio è uno sport che vive di episodi e negli episodi gli anni di carriera fanno la differenza).

Detto questo ,al di fuori della regola degli under, perché dovrebbero essere schierati in campo calciatori giovani?

Per quanto riguarda il calcio professionistico la risposta è semplice : buona parte delle entrate delle varie società dipende dalle plusvalenze derivanti dalla compra-vendita dei cartellini dei calciatori; mettere in campo un ragazzo giovane, al posto di uno più anziano, anche se magari inizialmente sotto l’aspetto tecnico può dare degli svantaggi, a livello economico può essere un investimento di successo. Nei campionati dilettantistici sicuramente questo non può avvenire. Negli ultimi anni le società professionistiche italiane tendono sempre meno a spendere cifre elevate per acquisire le prestazioni sportive di calciatori provenienti dai campionati dilettantistici. Unico obiettivo delle società dilettantistiche a livello economico finanziario è il risultato sportivo.

A causa di questo squilibrio la Figc ,ai tempi, decise di intervenire a livello regolamentare per permettere ai giovani calciatori di poter giocare in prima squadra. Le intenzioni della Federazione erano sicuramente positive ma non vennero considerate le possibili conseguenze negative della regola degli under:

1)nella qualità del gioco;  il livello tecnico generale è sicuramente sceso in quanto non sono i giovani calciatori ad adattarsi al ritmo di gioco dei più esperti ma il contrario(il calcio ,secondo il mio parere,si differenzia da categoria a categoria per la velocità di esecuzione);

2)nello stile o sistema del gioco; gli allenatori ,non a torto, tendono ad inserire i calciatori under in posizioni del campo dove hanno possibilità di nuocere il meno possibile all’ottenimento del risultato; quindi i giocatori giovani ricoprono essenzialmente ruoli di portiere, terzini ,ali; raramente li vedremo schierati come difensori centrali ,mediani o punte centrali…nei casi in cui questo avviene o il calciatore è veramente forte o la società non è riuscita a reperire under decenti in altri ruoli;

3)nelle carriere dei giovani calciatori; i giovani giocatori sono tutti alla disperata ricerca della massima categoria dilettantistica, i numeri nove diventano ali,le ali diventano terzini, cosa succede poi quando si esce dalla fascia di età prevista dalla regola degli under? Semplicemente, nella maggior parte dei casi ,o si smette di giocare o si scende di categoria.

Il calcio è un sistema che si evolve di anno in anno,di mese in mese ,regole che potevano sembrare buone anni fa oggi possono essere controproducenti e una di queste sicuramente ,secondo me, è la regola degli under.

Esaminata la problematica ,quale può essere una possibile misura di soluzione al problema?

Molti propongono la creazione di squadre b ,come avviene in molte federazioni europee. Personalmente ritengo questa possibilità non risolutiva ;squadre di under 20 o under 23 magari in campionati di Serie C ,in Italia, sono destinate a perdere tutte o quasi tutte le partite. Meglio lasciare questa opportunità a paesi che hanno un sistema calcio completamente diverso dal nostro.

Soluzione opportuna,secondo me,sarebbe quella di allungare fino ai 21 o 23 anni il limite di età dei campionati Primavera,Berretti e Juniores. Ovviamente chi merita avrà sempre la possibilità di giocare anche tra i senior e ,allo stesso tempo, i calciatori che necessitano di più tempo per maturare, potranno farlo con calma. A livello economico questo non comporterà ulteriori costi ,cosa che avverrebbe con certezza nel caso di creazione di squadre b. Negli ultimi anni ,sia la lunghezza della vita media in generale ,sia la durata media delle carriere dei calciatori si sono allungate notevolmente; aspettare 2-3 anni prima di esordire nei campionati seniores ,e quindi iniziare ad avere entrate derivanti dal calcio, può essere accettato dai giovani calciatori.

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