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Intervista a Paolo Seghezzi

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Intervista a Paolo Seghezzi

Buongiorno Paolo,

1) Come hai iniziato a fare l’agente di calciatori?
Come spesso succede nella vita, le cose avvengono un anche un po’ per caso. Sono nel mondo del calcio da quasi quarant’anni ormai; da giocatore ( di basso livello direi) ,ad allenatore ed anche da dirigente. Poi, durante una cena tra amici che operano nel settore, sono usciti un po’ di nomi di ragazzi che ho segnalato a società professionistiche e che hanno avuto un ottimo sviluppo di carriera, a quel punto ho pensato di buttarmi in questa nuova sfida! E’ successo diversi anni fa, da allora ho studiato ed imparato da chi ha praticamente fatto evolvere questa mansione, successivamente ho provato a prendere la mia strada….con il mio stile….
2) quali sono le maggiori difficoltà nel rapportarsi con i genitori dei giocatori?
Questa è la nota dolente per chi, come me, ama lavorare anche sui giovani talenti. I genitori hanno il potere di condizionare la vita dei figli, non solo nell’ambito calcistico. E quando dico questo, lo dico anche in senso positivo. La difficoltà principale la troviamo quando i giovani calciatori hanno genitori che proiettano i propri desideri come obiettivi da perseguire ad ogni costo. Prima o poi è un problema che verrà fuori, a prescindere dalla quantità di talento del ragazzo. Poi, si sa, sono tantissimi che credono di avere un campione all’interno mura casalinghe e quindi, noi consulenti, ci troviamo a confrontarci con ingiustizie, panchine immeritate o allenatori “che non vedono”. D’altra parte chi di noi operatori non ha mai sentito dire “non perché è mio figlio….” ….. Io credo che se ogni padre (o madre..) rimanesse ancorato ai principi basilari dell’educazione e magari ricordasse come: impegno, sudore ed umiltà (!!!) possano portare grandi soddisfazioni, magari non porteranno il ragazzo al Camp Nou ma di certo lo renderanno un uomo di cui essere fieri!
3) Cosa cambieresti del calcio “moderno” in generale?
Sono uno di quelli che ama visceralmente il calcio, tanto da rimanere sempre un po’ perplesso quando si tratta di cambiamenti. Ma non mi ritengo uno stupido o un conservatore ad ogni costo, e quindi sono pronto a cambiare idea quando le evidenze migliorano il nostro mondo. Cambierei sicuramente qualche regola per quanto riguarda le iscrizioni delle squadre, leggevo di più di un centinaio di fallimenti in pochi anni. Francamente credo che con una maggiore attenzione (in anticipo) si possano evitare queste situazioni. Anche alcuni criteri meritocratici sulle composizioni dei settori giovanili sono molto discutibili, il sistema di tassazione rende la nostra serie C più povera della serie D ed anche questo può essere regolamentato diversamente, anche le commissioni degli agenti andrebbero controllate con norme più precise, in questo caso il modello inglese mi pare il più efficace. Diciamo che mi fermo qua… sarei già molto soddisfatto…..
4) Quali caratteristiche deve avere un atleta per poterti interessare?
Il calcio è traslato, negli ultimi anni, su un calcio molto fisico. L’aspetto tecnico pare sia diventato quasi accessorio; anche se abbiamo ancora qualche esempio che smentisce questa teoria. Io ho sviluppato un approccio diverso: mi sono reso conto che la fragilità caratteriali delle ultime generazioni mi hanno spinto a considerare questo aspetto come primario. Determinazione, umiltà e propensione al sacrificio attraggono la mia attenzione e sono gli aspetti che vado a verificare appena individuo un buon giocatore all’interno del rettangolo di gioco. Certo, una scheda tecnica popolata da voti alti, non mi lascia indifferente….
5) Quali sono le difficoltà maggiori nel rapportarsi con le società calcistiche?
Gli operatori sono tanti, forse troppi. E quindi i vari direttori sono invasi da telefonate, mail e qualsiasi altro tipo di contatto. E’ normale che debbano selezionare in qualche modo. Quindi , se parliamo di qualcuno che si affaccia ora in questo mondo, la diffidenza è un muro molto spesso. C’è una sorta di percorso di guerra dove ci si può guadagnare credibilità ma anche incorrere in errori da pennarello rosso. Anche quando si hanno link consolidati bisogna imparare a cogliere l’attimo, essere al punto giusto nel momento giusto ed avere degli argomenti tali da considerare interessante quei minuti che le società spenderanno con te.
6) Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo futuro?
L’obiettivo è senza dubbio quello di continuare il mio personale processo di crescita mantenendo i miei principi ed i miei metodi di lavoro. Continuare ad imparare ed esplorare mercati nuovi. Negli ultimi tempi ho cominciato a lavorare anche come consulente per alcune società, quella con la squadra lituana del Nevezis è una sfida che mi affascina, ma altri progetti simili sono in cantiere. La ricerca di qualcosa di nuovo è il filo comune delle prossime scelte.
Grazie mille Paolo.
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