Intervista a Melania Martinovic

Melania Martinovic, calciatrice classe 1993 della Res Roma,squadra militante nella massima serie del calcio femminile italiano. Punta centrale con un notevole istinto per il gol ,si candida ad essere una delle giocatrici più forti in Italia ,e non solo, per i prossimi anni.

1)Melania Martinovic, innanzitutto grazie per il tempo concessomi. Come è nata la tua passione per il gioco del calcio e come sei arrivata alla massima serie nazionale?

Io e la mia passione per il calcio siamo nate insieme. Ho sempre dato calci ad un pallone, sin da piccolina, quando nella piazza del quartiere giocavo con i maschietti organizzando partitelle di calcio tra di noi, poi però ho deciso che volevo proprio praticare questo sport a tutti i costi e i miei genitori mi iscrissero nella scuola calcio maschile del Morandi Calcio all’età di circa 7-8 anni. Eravamo solo due femmine in tutta la scuola calcio, io ed una mia amica ci divertivamo a correre dietro a quel pallone e a stupire chi incredulo guardava gli allenamenti fuori dalla rete del campo. Così è nata la mia passione e così continua viva in me. Presto però i primi dubbi sul mio futuro cominciarono a turbarmi, non sapevo cosa avrei voluto fare realmente e lasciai il calcio per intraprendere la disciplina del Taekwondo dove ero un’ottima promessa, ma dopo qualche anno lasciai anche lì perché dovevo compiere 14 anni prima di poter cominciare a gareggiare a livello nazionale, e per me era troppo tempo da aspettare, io volevo allenarmi per poi giocare, la competizione per me è troppo importante, così andai a giocare a pallavolo dove diventai subito capitano dell’under16 femminile, e continuai poi con l’under18 e qualche allenamento con la serie B1. Il calcio però in fondo mi è sempre mancato, c’era sempre qualcosa per cui ci pensavo, il ricordo è sempre rimasto vivo in me, e sapevo che prima o poi il destino ci avrebbe riunito, e così accadde. All’età di 18 anni conobbi delle ragazze del mio quartiere che giocavano con la TottiSoccerSchool, ancora scuola calcio maschile, e tra uno scherzo e l’altro nacque una sfida di calcetto: loro avrebbero giocato con tutte ragazze della loro squadra, ed io avrei dovuto improvvisare una squadra al momento per tentare di batterle. Io sono una persona molto competitiva e detesto perdere, riuscii comunque a trovare delle ragazze che si sarebbero messe a disposizione per giocare questa partita. La mia squadra era composta da tre ragazze che giocavano con me a pallavolo, la mamma di una mia amica in difesa (lei aveva 40 anni circa, ma amava correre e fare le maratone, così l’arruolai ) e il fratellino piccolo di una mia amica in porta. Quella partita per me diventò una sfida a tutti gli effetti, sembrava la finale dei mondiali per l’intensità che c’era, e devo dire che andò bene, vincemmo 10-9, e segnai 10 goal. Da lì io e il calcio non ci siamo più lasciati! Feci un provino alla Totti Soccer School che quell’anno avrebbe composto una squadra per disputare il campionato di serie C femminile, e al nostro primo anno con una squadra che non superava l’età media di 20 anni, arrivammo settime in classifica ed io vinsi il capocannoniere con 16 goal segnati. Poi la squadra si sciolse e approdai all’Eurnova, squadra di serie C femminile, dove arrivammo seconde e segnammo 35 goal a testa io e la mia compagna d’attacco Valeria Narduzzi. L’anno dopo ci fu la fusione tra Roma e Eurnova, continuai li, per due anni facendo anche la serie B, poi la rottura con la società e la voglia di rimettermi in gioco mi portarono a Catania, precisamente con l’Acese calcio femminile, insieme alle mie amiche Gioia Masia e Daniela Di Bari, dove vincemmo la serie B con numeri impressionanti ma tutte e tre insieme decidemmo di continuare sempre in Serie B, e approdammo a Chieti, dove anche lì vincemmo il campionato di serie B, approdando nella massima serie del campionato femminile italiano ed io vinsi anche il titolo di capocannoniere di tutti e quattro i gironi di serie B. Da lì le strade di questo trio pazzesco ( Gioia Masia, Daniela Di Bari e Melania Martinovic) si divisero, io decisi di cominciare il mio primo anno di Serie A nella mia città, a Roma, con i colori del mio cuore giallo rosso, e con un mister che stimavo e stimo molto Fabio Melillo. Lo scorso anno fu un’annata fantastica, quella dei record, delle emozioni, dei goal al 90’, delle corse alla rete dove impazzivano i nostri tifosi per esultare insieme a noi. Siamo arrivate quinte in campionato, un record se si pensa alla giovane età della nostra squadra e al budget economico ormai noto che abbiamo a disposizione. Ciò che smuove questa squadra non sono i soldi, ciò che smuove questa squadra sono i valori, la maglia, i nostri colori, i tifosi che ci seguono ovunque, una società che fa immensi sacrifici per noi, un mister che ci ama come fossimo sue figlie e che insegna ogni giorno l’arte di amare questo sport, e di apprezzare ciò che si ha, imparando a lottare per ciò che davvero vogliamo raggiungere.

2)So che sei una vera goleador ,avendoti vista già giocare a Chieti, squadra della mia città e unico mio grande amore calcistico ,puoi spiegare in breve le tue caratteristiche tecniche?

Chieti anche è stata un’annata pazzesca per me personalmente e per la squadra, abbiamo vinto ogni partita disputata, pareggiandone solo una. Le mie caratteristiche principali solo la rapidità, i colpi di testa, attaccare sempre la profondità e gli spazi vuoti, la determinazione, la grinta e la voglia di far goal sempre. Ogni ribattuta dentro l’area di rigore, ogni seconda palla è per me sempre una buona occasione per fare goal. Sono un’attaccante da aria di rigore a tutti gli effetti.

3)Melania Martinovic ,quali sono le maggiori difficoltà che vedi per fare  calcio femminile oggi in Italia?

Le maggiori difficoltà per fare calcio femminile ad alti livelli in Italia sono i costi che un calcio professionista richiede, un supporto di squadre professioniste maschili che a mio avviso è fondamentale, e soprattutto sponsorizzare questo sport all’Italia e agli italiani così che possano apprezzare questo movimento, e supportarlo sempre di più.

4)Negli ultimi giorni nei media è apparsa la notizia che in Norvegia c’è l’intenzione di equiparare i salari dei calciatori e delle calciatrici,che idea si è fatta Melania Martinovic fatta della cosa?

Io penso che all’estero il calcio femminile sia totalmente un’altra realtà, penso che le ragazze lì si sentano professioniste a tutti gli effetti, giocano negli stadi con centinaia e migliaia di tifosi, fanno immensi sacrifici, così come ancora più immensi sono i nostri sacrifici con salari al minimo, ma credo che equiparare i salari dei calciatori maschili sia una battaglia che merita un supporto, perché noi ragazze non siamo da meno dei nostri colleghi uomini.

5)Sei riuscita ad arrivare ad essere convocata nella nazionale italiana, che ricordo ti ha lasciato questa esperienza?

La convocazione in nazionale (del tutto inaspettata) è stata per me il coronamento di una stagione strepitosa disputata con tutte le mie compagne di squadra. L’ambiente della nazionale è un ambiente sano, con persone professioniste che si mettono a disposizione della squadra ogni giorno che noi siamo lì, monitorando ogni minima cosa, e supportando noi ragazze in ogni allenamento e in ogni difficoltà. Quando ti ritrovi ad allenarti con la giocatrici più forti d’Italia l’emozione è tanta, il primo giorno mi sentivo su un altro pianeta, quasi ancora a realizzare dove stessi. È stata un’esperienza unica, ho imparato tanto in quei 20 giorni di raduno, e ho appreso qualcosa da ciascuna delle mie compagne li, per poter migliorare sempre, e spero un giorno di poter tornare di nuovo lì, tra le grandi, anzi tra le migliori d’Italia.

6)Ti piacerebbe fare una esperienza calcistica all’estero? In quale paese?

Un’esperienza calcistica all’estero? Beh non si sa mai, mi piacerebbe anche ma ci sarebbero molti temi da affrontare prima, comunque ci penserei senz’altro.

7)Quali sono gli obiettivi di Melania Martinovic per il prossimo futuro ?quando un giorno smetterai di giocare vorresti restare nel mondo del calcio?

I miei obiettivi per il prossimo futuro sono quelli di far bene quest’anno con la mia squadra, poi come ho già detto prima vorrei raggiungere di nuovo la nazionale maggiore, e vorrei magari un giorno vincere uno scudetto, una coppa Italia, qualcosa di importante, qualcosa che ti regali un’emozione così forte da non poterla dimenticare mai. Quando smetterò di giocare a calcio (spero più tardi possibile) vorrei prima di tutto realizzarmi dal punto di vista professionale, e poi chissà, se ci fosse l’opportunità di restare nel mondo del calcio femminile, magari.

Grazie mille l’intervista Melania Martinovic , spero che tu possa realizzare tutti i tuoi sogni.

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