Intervista a Giuseppe Laino DS Rotonda Calcio

Giuseppe Laino direttore sportivo del Rotonda Calcio, giovane dirigente al servizio del Rotonda Calcio ,squadra forte ed organizzata, che sta stupendo tutti nel massimo campionato regionale lucano.

 

1)Giuseppe Laino,direttore sportivo del Rotonda Calcio,squadra militante nel girone unico di eccellenza lucana. Il Rotonda Calcio è appena salita dall campionato di promozione e si trova al primo posto del campionato di eccellenza a punteggio pieno,se non è un sogno poco ci manca…qual è il segreto della tua squadra?

Diciamo che il Rotonda è una squadra che è stata ripescata, avendo perso la finale play off lo scorso campionato, che si è rivelato emozionante fino all’ultimo respiro e che ha visto trionfare il Pignola seguito a due lunghezze dallo Scalera e dal Rotonda stesso. Ad oggi siamo immersi nella massima serie regionale dove siamo ancora protagonisti. Un risultato finale simile sarebbe sicuramente un sogno.  Se si avverasse sarebbe una soddisfazione per tutto il popolo biancoverde. Il segreto di tutto ciò è sicuramente una società che ha saputo selezionare tutto l’organico, dal mister ai calciatori, preparatori e tutte quelle persone che sono al servizio della società.

2)Condizione necessaria per lavorare nel calcio ,a mio parere, è quella di amare questo sport,chi ti ha trasmesso questa passione e come sei diventato direttore sportivo del Rotonda Calcio?

Sicuramente per stare nel calcio è necessario amarlo e avere passione per questo sport. Di certo non basta solo questo ma c’è bisogno anche di tanta professionalità e soprattutto tanta serietà. Bisogna trovarsi preparati a qualsiasi problematica , non improvvisarsi, cercando di confrontarsi e di collaborare in modo trasparente con persone preparate del settore ma anche aggiornarsi con corsi e accumulando esperienza sui campi. Solo così puoi avere tante soddisfazioni come quelle che sto avendo io adesso con questa società. Da quattro anni a questa parte, da quando ho iniziato, penso di aver collezionato già un bel bottino. Solo dopo quattro mesi, avendo trovato una squadra penultima in classifica in promozione, ci siamo salvati all’ultima giornata senza play out. L’anno successivo, organizzandoci meglio e avendo le idee più chiare, abbiamo raggiunto un ottimo 6° posto con una squadra molto giovane, vincendo anche il campionato juniores. Altri traguardi importanti sono arrivati successivamente come la promozione in Eccellenza, una Coppa Italia LND, una finale di Super coppa Regionale LND e ad oggi stando nei piani alti nella classifica del campionato di Eccellenza. A livello personale spero e mi auguro di raggiungere traguardi ancor più di elevato prestigio sempre con questa società.

3)Molti addetti ai lavori ritengono ,a torto secondo me, che il campionato di eccellenza della Basilicata non sia di alto livello. Io vedo tra le iscritte squadre come Melfi e Vultur e so di calciatori di categorie superiori che stanno partecipando a questo campionato; ci puoi descrivere il breve i punti di forza e di debolezza dell’eccellenza lucana?

Il calcio lucano, a mio avviso, sta facendo passi in avanti proprio per colmare quel gap rispetto ad altre regioni. È chiaro che una regione così piccola ha molte difficoltà per mantenere club a livelli di professionismo. Sia in passato che oggi, società che hanno fatto professionismo sono state favorite da bacini d’utenza abbastanza vasti ,rispetto ad altre piazze della regione , dove hanno potuto attingere sotto vari aspetti ,come Melfi, Potenza e Matera.Purtroppo la crisi economica ha colpito il calcio in modo generale tanto è vero che blasoni come Melfi e  Vultur si ritrovano a disputare il campionato di Eccellenza ma sicuramente cercheranno subito di risalire la china in quanto nelle loro rose sono presenti calciatori di rilevante valore.  PUNTI DI FORZA : la maggior parte delle persone che fanno calcio in Basilicata sono lucani doc, sono persone serie con le quali si può lavorare tranquillamente e con ciò ho detto tutto. Senza offesa per nessuno, non faccio di tutta l’erba un fascio!!! PUNTI DEBOLI : purtroppo punti deboli ce ne sono più di uno. In Basilicata, quello di maggior rilievo, è la mancanza di calciatori, e, per fare un buon calcio, si è costretti ad attingere nelle regioni limitrofe come Calabria, Puglia e Campania. Questo comporta spese di gestione più onerose e ciò rende la gestione più difficile visto che nei dilettanti ci sono economicamente poche entrate.

4)Pur non avendo un grosso bacino di utenza il Rotonda Calcio ha un settore giovanile,cosa che vi fa onore in quanto il calcio primariamente deve svolgere una funzione sociale e aggregativa per le nuove generazioni. Tra i vari ragazzini pensi che ce ne possa essere qualcuno che potrà ambire a giocare in categorie professionistiche? Visto che magari i vari osservatori difficilmente passano per la Basilicata hai qualche nome da segnalare?

Hai detto bene, purtroppo avendo un bacino d’utenza abbastanza ridotto cerchiamo di far crescere i ragazzi del nostro comprensorio mettendo a disposizione uno staff qualificato, solo così si può cercare di ottenere qualcosa di buono e soprattutto insegnare il gioco più bello del mondo. Di ragazzi bravi penso che ce ne sia più di uno nel settore giovanile ma sinceramente che possono ambire ai professionisti al momento non penso, poi ognuno è artefice del proprio destino. Di certo sotto questo aspetto c’è molto da lavorare e fargli capire il vero spirito di sacrificio che da un bel po’ di anni a questa parte è sempre meno nei ragazzi. Guardando nell’ambito regionale sicuramente ci sono elementi validi come DI CHIARA (LAGONEGRO) ‘99, SANTAMARIA (ROTONDA) ‘99, BARBARO (MELFI) ‘99, SCIRETTA (SCALERA) ’00, LAURENZANO (ALTO BRADANO) ’01, DEORIGI (AVIGLIANO) ’01 e sicuramente altri che al momento mi sfuggono.

5)Quali sono le caratteristiche umane e tecniche che un calciatore deve avere per far parte del progetto Rotonda Calcio?

Chiaramente quello del Rotonda è un progetto importante, dove la società sta investendo tanto su tutti i fronti, per cui dai propri calciatori pretende molta professionalità, umiltà e voglia di lavorare tanto, in modo da poter essere tutti pronti ogni qual volta vengono chiamati in causa.  Cosa fondamentale per i nostri calciatori è che siano uomini sia in campo che fuori dando segno di maturità.

6)Pensi che il calcio in italia possa tornare ai fasti di un tempo o ci dobbiamo rassegnare ad un lento declino?

Sinceramente per il calcio italiano la vedo dura ritornare a quello di un tempo, quello che io ho vissuto, fine anni ’80 inizio ’90 in poi. Pian piano ho visto cambiamenti purtroppo in negativo, troppi interessi, società che fanno illecito, calcio scommesse, la meritocrazia che ormai è sempre meno evidente. Tutti questi fattori nuocciono gravemente al calcio giocato, quello pulito, quello che quando finiscono i 90’ minuti si deve avere la consapevolezza di aver fatto ognuno il proprio dovere in modo trasparente. La cosa che mi rattrista è vedere una nazionale come l’ Italia che non riesce ad imporsi nemmeno con rivali di basso spessore come  Israele. Nessuno me ne voglia ma non possiamo paragonarci al loro calcio. La colpa non è del CT Ventura, che è stato messo in croce da tutti gli italiani, ma tutto ciò è l’esempio palese del lavoro svolto male sin dai settori giovanili italiani .Personalmente mi dispiace vedere il calcio italiano in queste condizioni . Bisogna valorizzare il prodotto locale e non quello straniero. Chiaramente ogni punto di vista è soggettivo e a mio avviso la vedo molto dura  uscire da questo lungo e buio tunnel.

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