Intervista a Giovanni Garofalo DG del Giugliano Calcio

Giovanni Garofalo, direttore generale del Giugliano calcio,squadra che milita nel girone a del campionato di Eccellenza campana. Persona speciale per me e grande amico soprattutto.

1) Giovanni Garofalo, direttore generale del Giugliano calcio, da questa stagione (2017-2018) la città di Giugliano è tornata ad avere una squadra di calcio; so che l’iscrizione al campionato di eccellenza campana è avvenuta in extremis ,ci puoi raccontare come siete riusciti a farcela?

Innanzitutto tutto Matteo ti ringrazio per avermi contattato per l’intervista.
Tutto è nato velocemente grazie alla grande passione del presidente Salvatore Sestile, e di suo figlio Gaetano. Il presidente ha colto l’occasione di rilevare il titolo della Sibilla Bacoli, grazie agli ottimi rapporti con il presidente Gennaro Capuano, e nel giro di poche telefonate siamo tornati a calcare di nuovo i campi di calcio , dopo un assenza di tre anni. Non è stato facile organizzare tutto ma grazie all’impegno di tutti ,a partire dal presidente fino al magazziniere , siamo riusciti a far partire questa nostra nuova avventura.

2)Se non erro Giugliano è la città più grande italiana non capoluogo di provincia che gioca nei dilettanti,quali sono gli obiettivi del Giugliano calcio per quest’anno e per il prossimo futuro?

Si ,Giugliano è il la città non capoluogo più grande di Italia. Basti pensare che la città conta all’incirca 130 mila abitanti. I progetti del presidente Sestile sono molto ambiziosi. Quest’anno è un anno di ripartenza e nella fretta abbiamo commesso qualche errore nella costruzione della squadra . A dicembre siamo intervenuti forti sul.mercato , dando a disposizione di mister Mandragora una rosa di primo livello. Per quest’anno il compito è fare bene e gettare le basi per un futuro importante e duraturo, e creare una società solida con basi importanti come il settore giovanile, che ad oggi conta più 250 presenze di iscritti grazie al grande lavoro svolto dai direttori Perrotta e Contini.

3) Sicuramente il calcio dilettantistico in Campania è al top a livello nazionale come qualità del gioco, credi che a livello organizzativo si possano fare dei miglioramenti per permettere ai calciatori di potersi mettere in evidenza a club professionistici?

La Campania come ben sai , è un grande serbatoio. Purtroppo per crescere ci vogliono le strutture e in Campania c’è carenza, basti pensare che il nostro stadio l’Alberto de Cristofaro , che può contenere fino a 12.000 spettatori, è in totale abbandono. Solo negli ultimi mesi l’amministrazione è riuscita ad intervenire tramite il credito sportivo   ,sperando che al più presto sia dato la impianto alla città. Anche perché una città come Giugliano  non può non avere uno stadio, costruito nel 2000, e distrutto nel 2013. Purtroppo il problema è generale, la politica non è capace di capire che la vera lotta alla camorra si combatte con lo sport e le strutture.

4) Quali sono stati i tuoi inizi nel mondo del calcio e come sei arrivato ad essere dirigente del Giugliano calcio?

I miei inizi sono stati nella stagione 2011/2012 a Casavatore, in prima categoria come direttore sportivo. Fu un esperienza di cui conservo ancora un grande ricordo. A dicembre eravamo terzultimi ma assieme a Orlando Stiletti ( attuale DS dell’Afragolese) compiemmo un miracolo vero e proprio , salvandoci con un girone di ritorno importante.
Nella stagione seguente fui chiamato in causa dal presidente Sestile per fare il DS a Giugliano. Fu come realizzare un sogno e non è da tutti scommettere su un 26enne in una piazza come Giugliano. Per questo sarò grato al presidente per sempre. Quindi dalla stagione 2012/2013 sono nell’organigramma societario del Giugliano calcio.

5) Anche negli anni in cui Giugliano non ha avuto una prima squadra ,è stata comunque forte la presenza del settore giovanile; so che avete una delle migliori e più frequentate scuole calcio , non solo in Campania ma in tutto il sud Italia , quali sono gli ingredienti di questo successo? ci sono ragazzi che a tuo parere possono diventare calciatori professionisti?

Purtroppo dopo gli episodi di violenza del 2014 nella gara con il Volla, fummo costretti a ritirare la squadra dal campionato e c’è stato il buio più totale fino alla scorsa stagione , quando nacque la FC giugliano Academy . Stiamo cercando di migliorarci anno dopo anno, ma , grazie all’esperienza , come detto prima , del duo  Contini ( vero guru del calcio giovanile campano) e di Patrizio Perrotta , l’Academy sta crescendo sia come numero di iscritti e sia come qualità. Tutto questo anche grazie all’impegno profuso dal presidente Gaetano Sestile , sempre pronto ad ogni evenienza per la crescita della società. Puntiamo molto sul settore giovanile non solo per sfornare talenti, ma , anche e soprattutto , per costruire uomini e combattere l’illegalità che vive nella nostra quotidianità . Ringrazio anche la nostra segreteria Anna Perrotta e tutti gli istruttori che cercano di aiutare i bambini sia nel sociale che nel calcio.

6) Quando devi scegliere un calciatore quali sono le caratteristiche tecniche e umane che questo deve avere?

Purtroppo oggi il calcio è cambiato molto, oggi ci sono pochi giocatori che pensano alla maglia e al rispetto per una società e alla storia di essa. Oramai si è passati ad un vero e proprio clientelismo, dove contano solo il dio denaro . Per questo credo che , se non si cambia mentalità , specialmente in Campania , il nostro calcio andrà a morire , vista anche l’inadeguatezza delle strutture . I giocatori li scelgo in base a tanti fattori, soprattutto amo ascoltare ciò che cerca il mister e fare in maniera tale che venga accontentato su ogni sua richiesta . Amo il calcio internazionale , e credo che quella sia la strada giusta : come fanno tutte le società  all’estero , si devono abbattere i costi gestionali dei giocatori. Vedi, oggi un giocatore di Serie A portoghese di seconda fascia in classifica prende in considerazione seriamente di venire in Italia , anche nelle serie minori, eppure loro sono campioni d’Europa . Dovrebbe essere anomalo ma non è così. Abbiamo ancora il nostro fascino, ma la domanda è anche : secondo voi un giocatore di media fascia in A andrebbe in C per una crescita sua professionale? La risposta è no, perché i nostri giovani soprattutto non sanno cosa siano i sacrifici veri. È colpa anche di una politica calcistica sbagliata, che come risultato ha portato alla non qualificazione ai mondiali di Russia. Spero che cambi tutto , anche il format dei campionati e soprattutto chi guida il calcio italiano deve avere competenze vere.
Ti ringrazio Matteo per l intervista concessa, sei una persona straordinaria e professionalmente molto preparata, e sono sicuro che prima o poi i tuoi sogni si realizzeranno. Grazie ancora.

Grazie a te Giovanni ,sei sempre molto gentile.

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