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Intervista a Christian Minardi

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Intervista a Christian Minardi

Myfootballmarket ha intervistato Christian Minardi, ex portiere di Serie C2, Serie D ed Eccellenza.

Dopo una carriera ricca di soddisfazioni, Christian ha deciso di diventare allenatore dei portieri ed è recentemente volato in India per allenare i giovani calciatori dell’Academy Round Glass Fooball.

Ciao Christian,

1. Cosa ti ha spinto a diventare allenatore?

Negli ultimi anni di carriera mi chiamò ad Altamura (allora facevo la serie D) mister Eziolino Capuano, che è per me un maestro, una persona splendida e un grandissimo allenatore (negli ultimi anni è stato a Modena, San Benedettese e Rieti ndr). Quando lui andò via, la situazione ad Altamura era poco chiara. L’anno dopo mi chiamò un altro maestro, per me, che è Silvio Paolucci (ex giocatore di serie A e serie B, tutt’ora direttore tecnico del settore giovanile della Ternana ndr) che io considero come un fratello maggiore.

In questi due anni tra Altamura e Campobasso ero a disposizione, quindi secondo e terzo portiere, ed ho iniziato a fare l’allenatore portieri. In quel momento lì, probabilmente mi si è staccato qualcosa; mi piaceva molto allenarmi ma non avevo più gusto a giocare la domenica ed ho iniziato a svolgere una professione che adoravo, cercando continuamente video, prendendo libri, aggiornandomi, andando in giro per vedere. Questo è stato ciò che mi ha portato a fare l’allenatore.

2. Cosa ti ha portato in India?

Quest’anno l’ho iniziato ad Anzio, in serie D, poi c’erano mille problematiche, tant’è che loro, a febbraio, praticamente erano già retrocessi. Tramite Pietro Spinosa, l’allenatore dei portieri del Livorno, in serie B, ho avuto la possibilità di venire in India per lavorare al progetto di una Academy che ha l’obiettivo di preparare giovani calciatori professionisti. Un po’ di tempo fa mi ha chiamato mister Devan Daniel, che ha lavorato con Pietro Spinosa nel Pune City, in Super League, per parlarmi del progetto. In India c’è il Super League, che è il campionato maggiore, dove hanno giocato Trezeguet, Del Piero, Pirès, Materazzi… Tutti giocatori importanti. Poi c’è la I-League, la serie A per loro, che è il campionato di riferimento perché per loro la Super League è un campionato a parte.

Io fortunatamente, o sfortunatamente, in questo momento non avendo nessuno, se non una fidanzata che ho perso a causa della distanza, sono venuto qua a gennaio 2019 e mi sono trovato in un ambiente splendido, con dei ragazzi veramente bravi.

Abbiamo una Academy, la Academy Round Glass Football, dove seguiamo i ragazzi dall’Under 13 all’Under 18.

3. Quanto è stato difficile il trasferimento?

Il trasferimento non è stato difficile, nel senso che mi ha dato molto entusiasmo. Parlando col presidente Singh, con Devan, con Pietro Spinosa e Michael Browne, il nuovo direttore tecnico, si percepisce veramente la voglia di diventare il miglior settore giovanile del nord dell’India, con questa Academy che è giunta al suo terzo anno di vita. Proprio grazie a lui, nei prossimi anni potrebbe nascere una prima squadra che giocherebbe in I-League o Super League.

Io sono a Chandigarh, una città molto bella, pulita, ci sono centri commerciali, c’è tutto.

Non è stato difficile il trasferimento perché la mia vita è il calcio, quindi venivo a fare una cosa molto stimolante, perché io ho sempre fatto prima squadra. Solo un anno, col Carpi, collaboravo col settore giovanile oltre a fare il collaboratore tecnico con la prima squadra e un altro anno, a Bellaria, in Lega Pro, facevo il collaboratore tecnico della prima squadra e allenavo anche il settore giovanile.

Quindi era una situazione, per me, un po’ strana, ma l’ho presa con entusiasmo. L’unica vera difficoltà è aver perso la mia fidanzata.

4. Di cosa ti occupi esattamente?

Sono responsabile dei portieri dell’Academy, quindi alleno i portieri, insieme ad altri 2 collaboratori indiani.

La stagione scorsa sono stato molto con l’Under 15, che probabilmente seguirò anche quest’anno. Adesso stiamo facendo i provini finali, poi, da luglio, avremo le rose complete, con 6 categorie di giocatori divisi per età, che comprenderanno 16 giocatori ciascuna.

Stare sul campo è la mia vita, adoro farlo, anche se sono a 7000 km di distanza.

5. Finora la tua avventura è stata all’altezza delle aspettative?

Sì, l’avventura è stata all’altezza delle mie aspettative. Probabilmente oltre. Qua hanno una fame di calcio assurda, hanno sempre voglia di allenarsi, non mollano mai. Ho fatto un po’ di attività di scouting. Mi hanno raccontato che quando si fa scouting si va nei villaggi, dove per uno o due giorni non si ha l’acqua corrente o si ha difficoltà a mangiare. C’è una povertà atroce.

In Italia se un portiere lo fai lavorare quanto lavorano qua, dopo un’ora ti manda a quel paese; qua, invece, si fanno almeno 2 ore di allenamento alla mattina e due al pomeriggio. I ragazzi non si fermano mai, non dicono mai “stop”, ne vorrebbero sempre di più. Quando finiamo l’allenamento chiedono sempre di fare qualcosa in più.

Al di là del livello calcistico, a livello umano i portieri mi stanno dando veramente tanto.

Gli indiani sono un po’ più lenti a fare le cose ma si mettono sempre a disposizione: di qualunque cosa tu abbia bisogno, sai di poter contare su di loro, a qualunque ora del giorno. Anche a livello umano, quindi, è veramente una bella esperienza.

All’inizio c’è stata un po’ di difficoltà con la lingua ma adesso ho imparato bene l’inglese e non ci sono problemi.

6. Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Obiettivi futuri: far crescere un portiere indiano e portarlo nei professionisti in Italia. Ho del materiale valido su cui lavorare e sono convinto che, nell’arco di un paio d’anni, questa Academy diventerà una delle migliori dell’India e ci sarà la possibilità di portare dei ragazzi in Italia, così da far crescere il calcio indiano e farlo conoscere meglio.

Ho ricevuto offerte da altre nazioni, da serie D e C in Italia, però questo è un progetto veramente importante, perché mi offre la possibilità di giocare un ruolo diretto nella sua espansione.

Grazie mille per la tua disponibilità, Christian, auguriamo a te e a tutto il team dell’Academy di ottenere il successo sperato!

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