Intervista a Andrea Magini, fisioterapista della nazionale cinese di futsal

Il Dott. Andrea Magini ,vanta ,nonostante la giovane età ,una vasta esperienza nella sua professione di fisiorterapista ,nella Fiorentina ,in serie A di pallavolo ,in serie C di pallacanestro ,nella scherma ed infine nella nazionale cinese di futsal .

 

1) Qual è il tuo percorso di studi e lavorativo fino a diventare il fisioterapista della nazionale cinese di futsal?

Premessa; sembrerà strano ma fin da piccolo il mio obiettivo è stato quello di fare il fisioterapista e lavorare nel mondo dello Sport. Per questo, una volta finito il liceo scientifico, ho intrapreso subito il percorso universitario che mi ha portato fino alla laurea in fisioterapia. Il passo successivo, senza pensarci neanche un secondo, è stato quello di scegliere un Master Universitario di durata biennale in Terapia Manuale Applicata allo Sport presso l’Università di Siena. Parallelamente a questo ho frequentato molti corsi riguardanti varie metodiche e tecniche, sempre con lo Sport al centro a fare da padrone. Subito dopo la laurea le mie prime esperienze lavorative sono state soprattutto cliniche riabilitative. A queste ho sempre aggiunto la collaborazione con società sportive; prima un’esperienza nel calcio con gli allievi e la primavera della ACF Fiorentina, poi un anno nella Serie A Italiana di pallavolo femminile, due anni di Pallacanestro in serie C nella squadra del mio paese USD Terranuova Basket. Insieme a tutto ciò ho avuto la fortuna di collaborare per vari eventi e vivere momenti indimenticabili con la nazionale italiana under 23 di pallavolo femminile, con i campionati assoluti italiani di scherma ed infine, grazie al GIS SPORT, con la nazionale neozelandese di Rugby, gli All Blacks. Il tutto fino all’anno scorso quando è arrivata la proposta da parte del coach Sergio Gargelli per la nazionale cinese di Futsal e per un club che milita nella Superleague. Ed ora eccomi qua.

 

2) In cosa consiste generalmente l’attività di un fisioterapista e quali sono specificatamente le sue mansioni in una squadra di calcio a 5?

All’interno della squadra il mio ambito di lavoro riguarda principalmente il recupero degli atleti infortunati. Dagli istanti successivi all’evento traumatico fino alla fase in cui, dopo opportune valutazioni, l’atleta viene ricondizionato in campo, io lavoro quotidianamente con il ragazzo. A questi livelli ho la fortuna di poter collaborare giornalmente con il Preparatore Atletico per questo, confrontandoci spesso, riusciamo a monitorare l’atleta da quando rientra con la squadra fino al ritorno alle competizioni. Insieme al preparatore inoltre riusciamo a sviluppare un programma di prevenzione per ridurre il rischio di infortuni, importantissimo,soprattutto considerando la frequenza delle partite e la lunghezza della stagione. Durante le competizioni internazionali, dove solitamente si gioca ogni due-tre giorni,l’obiettivo principale è quello di favorire il recupero dell’atleta e limitare i possibili danni nel poco tempo a disposizione.

 

3) Vi è una differenziazione tra le tipologie di infortuni del futsal e del calcio a 11? se si, quale?

Considerando la mia attuale esperienza, in accordo anche gli ultimi studi di letteratura scientifica, posso affermare che non ci siano importanti differenze riguardo alla tipologia di infortuni. Il quadrante inferiore è quello più colpito in entrambi gli sport; contusioni su coscia e gamba, traumi distorsivi al ginocchio e traumi distorsivi alla caviglia sono le diagnosi più frequenti. Tuttavia, vuoi per la differenza di regolamento che punisce più severamente i falli, vuoi per le continue accelerazioni e decelerazioni o per i continui cambi di direzione, nel Futsal la maggioranza degli infortuni si verifica senza il contatto con l’avversario. Altra differenza sostanziale, anche se questa è una peculiarità che ho riscontrato solo con gli atleti asiatici, è la scarsa incidenza di lesioni muscolari, infortunio diffusissimo nel calcio.

 

4) Nel ciclismo e nell’automobilismo abbiamo esempi di fisioterapisti che svolgono anche l’attività di gestione economica dell’atleta, questo avviene anche nel calcio a 5 o nel calcio in alcuni casi?

Per quanto riguarda la mia esperienza lavorativa ma anche ascoltando quella di colleghi, posso dire che fino ad oggi,il mio raggio di azione e quello del fisioterapista in generale è stato sempre circoscritto all’interno dell’ambito medico. Anche se con i ragazzi si instaura spesso rapporto che va oltre l’aspetto puramente lavorativo, trovandosi fianco a fianco tutti i giorni, non posso dire di aver mai avuto esperienze di tale portata. Forse nel calcio, dove l’impatto economico è decisamente più importante si possono verificare episodi simili. Sicuramente negli sport individuali, come ciclismo ed automobilismo come giustamente sottolineavi è più facile che ciò accada.

 

5) oltre l’aspetto di recupero fisico dell’atleta ,quanto è importante il recupero psicologico dopo un infortunio? 

Importantissimo. Non esagero se dico che l’aspetto psicologico è tanto importante quanto il recupero fisiologico dei tessuti danneggiati, soprattutto negli infortuni più lunghi. Gli effetti psicologici hanno un effetto notevole sul decorso della patologia e della riabilitazione e ne possono influenzare senza dubbio il decorso. Possono essere influenzati vari fattori che poi determinano uno scarso successo nella riabilitazione. Spesso si allungano le tempistiche in quanto durante la sospensione dell’attività si instaurano una serie di meccanismi che creano un danno all’atleta. Aumenta il senso di incertezza riguardo il ritorno alle gare, può diminuire la motivazione, si può inserire la paura per un nuovo infortunio, potrebbe aumentare il grado di percezione del dolore, si potrebbe creare un senso di isolamento non frequentando più giornalmente il campo. Talvolta quindi è quasi più importante concentrarsi sull’aspetto psicologico o perlomeno dedicargli molta attenzione durante uno stop, in particolar modo se molto lungo. Anche perché molto spesso, purtroppo, la figura dello psicologo dello sport non è presente nel team e quindi, dato che durante un infortunio il fisioterapista passa molte ore con il ragazzo, tocca proprio a lui esplorare e porre attenzione a questo campo.

 

6) Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? hai un sogno nel cassetto?

Dopo questo anno passato qua in Cina mi piacerebbe concludere il percorso iniziato con la nazionale con la qualificazione alla Coppa del Mondo dell’Ottobre 2020. Proprio per questo l’obiettivo della prossima stagione è lavorare per la Coppa D’Asia che si terrà a fine Gennaio 2020. Da questo torneo usciranno le nazionali asiatiche che parteciperanno al mondiale. Speriamo di poter festeggiare. Per il futuro invece vorrei realizzare quello che considero il mio sogno più grande, il sogno oserei dire; l’Olimpiade. So che sarà una sfida dura e complicata ma se lavori nello Sport non puoi non desiderare quello che l’evento più importante. Quindi tutte le energie saranno rivolte verso questo traguardo. Speriamo con l’Italia naturalmente. Incrociamo le dita .

Condividi!
Translate »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi