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Il triste epilogo di portieri e terzini nei dilettanti

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Il triste epilogo di portieri e terzini nei dilettanti

 

I campionati Promozione, Eccellenza e Serie D sono assoggetati alla ormai famosa regola degli under che obbliga, le società che partecipano a queste categorie, a schierare calciatori di età inferiore o uguale, a seconda dei casi, ai 20 anni.

E’ un regolamento che ha fatto da subito storcere il naso ai puristi del calcio ma, per lo meno nei primi anni di sua attuazione, cioè alla fine degli anni ’90, alcuni vedevano in esso la possibilità di dare nuovo impulso alla crescita e alla rivalutazione dei giovani calciatori.

Il calcio però è uno sport che vive esclusivamente di risultati e, ben presto, ci si rese conto che schierare punte, difensori centrali o centrocampisti troppo giovani risultava deleterio agli obiettivi di punteggio nelle varie classifiche.

Ogni contesto sociale si adatta in breve tempo a una determinata normativa e, nel caso del calcio, la soluzione ottimale fu ed è quella di schierare i giocatori giovani dove possono fare meno danni, in porta e come terzini.

A lungo andare però questo ha provocato danni enormi all’intero sistema calcistico italiano.

Se oggi il miglior portiere che abbiamo in Italia è Donnarumma e se in Nazionale schieriamo sulle fasce degli emeriti sconosciuti, la colpa è anche di questo regolamento che praticamente distrugge le carriere dei ragazzi adoperati in tali posizioni del campo.

I ragazzi che rientrano nella categoria under nei dilettanti vengono prima corteggiati e poi, una volta oltrepassata l’età, vengono semplicemente scaricati come dei rifiuti che non servono più a nessuno.

I giovani portieri e terzini pensano, o vengono indotti a pensare, che se faranno una buona stagione avranno la possibilità di poter ambire al professionismo.

Ma la domanda che si dovrebbero porre è: se sono giovane e bravo perché non sono già in una compagnie professionistica?

Nel calcio non si inventa nulla e forse, diciamo forse, solo portieri e terzini under che vincono i rispettivi campionati avranno la possibilità di diventare pro.

Nella maggior parte dei casi, e sempre se giocano bene e dimostrano di valere, questi poveri ragazzi continueranno a giocare a vita in campionati dilettantistici e piano piano diranno addio ai loro sogni.

In alcuni casi invece alcuni giovani calciatori decidono repentinamente di abbandonare il calcio, ma come biasimarli?

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